Fotomontaggio di DipintoSucci

[PARK]ING – Progettare un parcheggio Paesaggistico

Sono quasi le 12:30, esci dal lavoro per andare a mangiare qualcosa. Il sole spende pieno nel cielo sgombro da nubi, di un blu intenso. Vai verso l’auto, parcheggiata sotto il sole. Immagina di essere li. Entri ed è rovente. Apri l’auto per far uscire un po' di aria calda, ma devi comunque andare a mangiare così la accendi e parti. Ma ti sembra di soffocare vero? La tua auto parcheggiata in pieno sole può raggiungere temperature oltre i 30°.

Un disagio che si potrebbe evitare in maniera semplice: progettando i parcheggi!

È sempre difficile scegliere il parcheggio ideale. Spesso l’unico posto libero ha poche zone d’ombra o è all’ombra delle specie sbagliate, che magari sporcano.

L’immagine 1 rappresenta una ripresa con termocamera di un parcheggio. Il blu rappresenta le auto all’ombra mentre il rosso quelle in pieno sole. La differenza di temperatura è notevole.

Immagine 1 - Immagine a infrarossi ripresa con termocamera: viene evidenziata la differenza tra i veicoli all'ombra degli alberi (blu-verde) e quelli in pieno sole (rosso-bianco).


L’inserimento di vegetazione nei parcheggi presenta benefici diretti e indiretti. I benefici diretti sono di tipo sociale. All’ombra degli alberi ci sentiamo sereni, in pace, riposati e tranquilli. I benefici indiretti sono legati all’ambiente. Gli alberi modificano l’ambiente in cui viviamo mitigando il clima, migliorando la qualità dell’aria, riducendo il deflusso delle acque piovane e ospitando la fauna selvatica.

Le aree alberate migliorano la qualità dell’aria assorbendo anidride carbonica. Un albero adulto assorbe 0,65 tonnellate di anidride carbonica: per azzerare le emissioni medie annue di un’auto ne servono tre.

Inserire alberi nei parcheggi ha solo vantaggi. Purtroppo, noi siamo troppo concentrati a parcheggiare e scappare per andare a fare la spesa piuttosto che fermarci a riflettere. Riflettere sulla condizione della nostra vita quotidiana, riflettere su ciò che ci circonda e studiarlo.

Ognuno di noi deve prendere consapevolezza di ciò che ci circonda!

Gli alberi sporcano? La soluzione non è eliminarli, ma cambiare specie. Querce, faggi, aceri, salici e tanti altri alberi e cespugli possono produrre melata a seguito dell'attacco di insetti che pungono foglie e germogli per succhiarne la linfa. Ogni problematica è la conseguenza di scelte sbagliate, o scelte non fatte consapevolmente.

Immagine 2 – A tutti noi è capitato di parcheggiare in situazioni del genere


Nel nostro immaginario i parcheggi sono intrinsecamente brutti, grigi, deprimenti, sporchi, ardentemente caldi d’estate e dolorosamente freddi in inverni, che ci portano a parcheggiare e scappare il più veloce possibile.

In etimologia la parola parcheggio deriva da parco. Allora perché i parcheggi non possono diventare luoghi piacevoli, perché non possono essere loro stessi dei parchi o dei ‘biglietti da visita’ aziendali?

COME PROGETTARE UN PARCHEGGIO PAESAGGISTICO

Evitiamo di annoiarvi con la normativa, ma piuttosto vogliamo raccontarvi come riconoscere un parcheggio paesaggistico.

La progettazione di un parcheggio si fonda sulla scelta della pavimentazione e della vegetazione:

PAVIMENTAZIONE

La pavimentazione di aree urbane al giorno d’oggi presenta diverse problematiche. La problematica principale è determinata dalla scelta di pavimentazioni ‘impermeabili’ – che si verifica quando la terra è coperta da un materiale che non permette l’infiltrazione dell’acqua come il cemento o l’asfalto – causa di degrado del suolo. L’impermeabilizzazione contribuisce al riscaldamento globale, minaccia la biodiversità e comporta rischi elevati di inondazioni e di scarsità idrica.

Una possibilità per ovviare almeno in parte al consumo di suolo consiste nell’adozione di superfici permeabili. Tra le tipologie di materiali drenanti si possono citare: prato, ghiaia inerbita, grigliato erboso in plastica e in calcestruzzo, massello drenante e pavimentazioni in calcestruzzo permeabile.

Immagine 3 – Pavimentazione drenante per esterni


Il gioco è alla base di ogni progettazione di livello. Le regole sono: giocare con le pavimentazioni, con la vegetazione, sperimentare e non cadere nella monotonia!

Nella progettazione di un parcheggio è importante non cadere nella monotonia.

Non è necessario eseguire opere onerose, ma possiamo creare pattern diversi con l’uso dei materiali, della vegetazione e possiamo creare aree dove il passaggio è piacevole, luoghi di incontro, e persino spazi dove giocare quando non ci sono auto parcheggiate. Qualche esempio progettuale andrà a chiarire i punti.

Abbiamo finora detto che la scelta della pavimentazione è rilevante. Nel progetto del NSE Kitakyushu Technology Center, di PLATdesign (Immagine 4-5), tutta la pavimentazione è drenante. Sono stati scelti diversi tipi di pavimentazione come calcestruzzo drenante, aree a ghiaia, grigliati, autobloccanti e aree a prato. Creando alternanza di pavimentazioni si crea movimento. Il parcheggio non è più una serie di rettangoli passivi e noiosi ma diventa un’area movimentata, dove sono proprio le pavimentazioni le protagoniste. Per interrompere la geometria è stata inserita una linea di vegetazione che taglia il progetto, spezzando la monotonia e dando spazio alla vegetazione.

Immagine 4 – PLATdesign, NSE Kitakyushu Technology Center, Giappone, Fukuoka, 2011; tutta la pavimentazione del parcheggio è drenante, permettendo così di ottimizzare gli spazi destinati a parcheggio senza rinunciare ad affrontare problematiche ambientali


La grande paura della progettazione di parcheggi è lo spazio. Non è necessario che un parcheggio ben progettato elimini il numero di parcheggi, al contrario, ottimizzare lo spazio è importante quanto lo è creare un ambiente gradevole e vivibile che rispetti l’ambiente. In questo progetto, attraverso l’uso di pavimentazioni differenti, si ottimizza lo spazio a disposizione.

Immagine 5 – PLATdesign, NSE Kitakyushu Technology Center, Giappone, Fukuoka, 2011; gioco di pavimentazioni


VEGETAZIONE

La componente vegetazionale deve prevedere la copertura erbacea, arborea e arbustiva. In presenza di una consistente e qualificata presenza di alberi emerge la chiara differenza rispetto alla norma della maggior parte dei parcheggi finora realizzati. La componente arborea consente, attraverso opportune scelte di specie e di organizzazione degli spazi, un corretto inserimento paesaggistico con il contesto circostante e con il territorio. Il progetto del Parcheggio Zenith a Strasburgo è un progetto visionario in cui ettari di parcheggio si arricchiscono di piante. Scopo del progetto è spezzare la logica ortogonale dei parcheggi per interrompere la monotonia. L’area si trova in una zona rurale, per questo motivo il concept del progetto si basa sulle geometrie dei campi agricoli circostanti.

Non ci dimentichiamo che il parcheggio fa parte del paesaggio!

Immagine 6 – atelier VILLES & PAYSAGES, Egis Villes et Transports (mandataire), BéCARD & PALAY, L’Atelier Lumière (Pierre Nègre), Parking du Zénith, Francia, Strasburgo


Immagine 7 – atelier VILLES & PAYSAGES, Egis Villes et Transports (mandataire), BéCARD & PALAY, L’Atelier Lumière (Pierre Nègre), Parking du Zénith, Francia, Strasburgo


Ma come scegliere la vegetazione giusta per un parcheggio?

Ogni sito ha la giusta vegetazione, ma in linea di massima deve avere caratteristiche ben delineate:

  • Tolleranza all’inquinamento, in particolare ai fluoruri, all’anidride solforosa e all’ozono
  • Capacità di ombreggiare
  • Tolleranza agli agenti patogeni
  • Manutenzione limitata (in particolare specie che sporchino il meno possibile e che non necessitino di manutenzione ordinaria)

COMPONENTE ARBOREA

La scelta delle specie arboree è fondamentale. Influisce sull’architettura verticale del parcheggio e la scelta delle specie ha importanti conseguenze sia sul piano paesaggistico che su quello funzionale. Le specie vanno quindi ricercate tra quelle coerenti con il contesto ecologico e naturalistico circostante e allo stesso tempo devono essere in grado di garantire elevati livelli di ombreggiamento delle autovetture. Alberi colonnari, fastigiati e piramidali non ombreggiano in maniera adeguata con il sole alto e presentano ramificazioni basse che possono interferire con le auto parcheggiate e con la mobilità pedonale. Al fine di ottenere un buon ombreggiamento sono da preferire specie impalcate alte con chioma espansa e caratterizzate da una particolare facilità di attecchimento. Sono da preferirsi specie autoctone come Acer pseudoplatanus, Acer campestre, Fraxinus ornus o varietà selezionate come il Morus alba ‘Fruitless’ che non presenta i tipici frutti del Gelso e ha un portamento a chioma espansa perfetto per le aree di sosta. Sono da utilizzare con discrezione tutte quelle specie, in particolar modo conifere, che disperdono in abbondanza sostante organiche (come resine) e parti di pianta (strobili, polline di pioppo ecc) che possono arrecare danno alle auto in sosta.

COMPONENTE ARBUSTIVA/ERBACEA

Le specie arbustive/erbacee ci permettono di dare colore e carattere al parcheggio nella stagione primaverile/estiva, e di rinverdire aree di dimensioni limitate per l’inserimento di alberi.

Le piante erbacee possono costituire una matrice verde che permea l’intera area di intervento e ne connette le diverse parti. Grandi le potenzialità delle coperture erbacee: pronto effetto, elevato coefficiente di evapotraspirazione per il controllo microclimatico, ottimo risultato ornamentale, capacità di crescere in pochi centimetri di suolo e su pareti verticali e quindi risolvere le situazioni più critiche come parcheggi su soletta.

Immagine 8 – MAP Architect, Parc des viennes à nogent le rotrou, un grande prato fiorito nel parcheggio!


PARCHEGGIO COME ‘BIGLIETTO DA VISITA’

Un parcheggio in ambito aziendale rappresenta il primo contatto con il cliente e definisce la cura (o l’incuria) che l’azienda stessa riserva ai propri clienti. L’impressione iniziale del cliente costituisce il filtro attraverso il quale leggerà tutti i successivi momenti di contatto con l’azienda stessa.

Nel museo di arte contemporanea Beacon a New York, il parcheggio è stato parte integrante del progetto dello studio di architettura OpenOffice in collaborazione con l’artista Robert Irwin. Il parcheggio del Beacon funge da ‘biglietto da visita’, accogliendo i visitatori del museo. I progettisti hanno trattato l’area come un’esperienza olistica che inizia dal momento in cui il visitatore entra nella proprietà del museo. Il parcheggio è caratterizzato dalla scelta di specie con rilevanti variazioni stagionali (Immagine 9-10-11-12).

Immagine 9 – OpenOffice, Robert Irwin, Beacon, New York,Estate


Immagine 10 – OpenOffice, Robert Irwin, Beacon, New York, Autunno


Immagine 11 – OpenOffice, Robert Irwin, Beacon, New York, Inverno


Il miglioramento della qualità di vita nelle nostre città rappresenta la sfida del prossimo futuro. I benefici che apportano le aree verdi sono stati dimostrati dalla comunità scientifica. È fondamentale dunque diffondere la consapevolezza del valore degli alberi e di come la loro presenza possa migliorare la nostra vita, affinché il parcheggio ben progettato diventi la norma non l’eccezione. Non è necessario fare grandi opere, bastano poche accortezze per trasformare un’area cementata in un’area sostenibile e gradevole.

Immaginate di parcheggiare l’auto all’ingresso di una città in un parcheggio con scarsa manutenzione, sporco, tutto cementato e neanche ben segnalato. Inconsciamente il nostro primo giudizio viene scaturito proprio dalle emozioni, dagli odori e dalle sensazioni di quel luogo. Il parcheggio è sempre il luogo dove diamo il primo giudizio. Girando per l’Italia, rileviamo spesso parcheggi trascurati e nel degrado, che inficiano sulla percezione di valore del bene o del servizio offerto e sull’ambiente in cui sono inseriti.

L’importanza del nostro lavoro consiste anche nel far comprendere ai clienti, privati e non, l’importanza di una buona progettazione delle aree di sosta, che rappresentano il primo investimento per l’ambiente e per la comunicazione esterna.

DipintoSucci